
Progetto Utopia è un’associazione senza fini di lucro che si propone di svolgere attività di utilità sociale sia all’interno che all’esterno dei confini italiani.
I fondatori sono convinti che l’individuo ha in sé gli strumenti che gli possono permettere di condurre una vita in armonia con ciò che lo circonda.
Lo strumento più efficace è il buonsenso. Questo è un elemento che rischia di restare soffocato ed intorpidito dai falsi valori proclamati dalla civiltà del consumo.
Ciononostante il buonsenso è in ognuno di noi, non bisogna recarsi in monasteri o seguire religioni di alcun tipo. Basta ascoltarsi.
Ma il buonsenso da solo non basta. Il sapere e la conoscenza sono altri strumenti a nostra disposizione.
Il processo dell’apprendimento genera coscienza. Sapere chi siamo e cosa stiamo facendo è la base fondamentale per poterci rapportare correttamente con gli altri nostri simili e con l’intera Natura.
Per questi motivi il settore principale in cui opera Progetto Utopia è quello educativo, come dimostrano le nostre iniziative.
| Progetto Utopia C.F.: 90022160064 |

Geoff Ainsworth
Durante I primi 20 anni della mia vita lavorativa, sono stato insegnante di scuola media nello Stato di Victoria, Australia e poi ho insegnato a studenti che si diplomavano in Educazione. Sono poi diventato consulente di varie agenzie educative, governative e non, lavorando su programmi di valutazione e sullo sviluppo delle politiche e dei programmi di studio. Il mio interesse si è rivolto all’educazione indigena ed allo studio dell’Asia, nelle scuole australiane.
Ero uno dei membri originali del What Works team (www.whatworks.edu.au), che da assistenza alle scuole australiane migliorando i risultati degli studenti indigeni. Sono stato uno degli autori del progetto ed il responsabile del sito web di What Works, di molti casi studiati e di diverse pubblicazioni.
Sono anche stato coinvolto in diversi progetti, tramite la Asia Education Foundation (www.asiaeducation.edu.au) e l’Asialink, all’Università di Melbourne (www.asialink.unimelb.edu.au/). Per esempio, ero uno dei membri del comitato organizzativo della conferenza 'Linking Latitudes' tenutasi a Delhi ed Agra nel 2006 e, nel 2010, ho preparato una serie di programmi didattici relativi all’Imperatore Ashoka, da utilizzare nelle scuole come parte del nuovo programma di studio australiano.

Daniela Bevilacqua
La mia “storia indiana” cominciò, più o meno, 10 anni fa quando decisi di entrare alla Facoltà di Studi Orientali all’Università della Sapienza, a Roma. Da allora ho cercato di capire la cultura indiana, studiando la sua storia, l’arte, la filosofia e la lingua. Dopo la laurea e la post-laurea, ho avuto una borsa di studio per il dottorato, basato sullo studio del ruolo dei sadhu nel XXI secolo e la loro relazione con la società indiana.
Durante questi 10 anni sono andata in India diverse volte, con lo scopo di unire la pratica alla teoria. Lo shock che ebbi la prima volta che arrivai in India mi ha spinto ad approfondire la mia conoscenza della cultura indiana. Infatti, in quest’ultima parte del mio dottorato, ho deciso di proseguire le mie ricerche da un punto di vista antropologico, stando a contatto con i locali e con i vari aspetti delle loro vite.
Rajat Nayyar
Sono un blogger e realizzo film. Attualmente sperimento, intervisto e celebro nel profondo delle radici culturali e tradizionali dell’India. Media ed educazione alternative, assieme alla consapevolezza sono i temi dei progetti in cui sono coinvolto.
Lavoro per dare opportunità, come una presenza sul web per gli artisti locali, musicisti, studiosi ed attivisti di Benares (Varanasi). Per fare ciò ho fondato Espirito Kashi, un progetto di media alternativo che può essere visitato cliccando qui.

Mayank Pahwa
Sono un travel-blogger e faccio film di ricerca. Al momento risiedo nella capitale culturale dell’India, Varanasi, lavorando a progetti connessi con attività culturali e festivals. Lavoro anche alla scrittura di film di ricerca e documentari basati sul viaggio e sull’osservazione delle attività rurali. L’educazione, la consapevolezza e la condivisione d’informazioni sono ulteriori aree di mio interesse.
Porto avanti anche progetti musicali e di reportage. Tutti i reportage ed i video di tali progetti sono disponibili sul blog Espirito Kashi di cui sono co-fondatore, un progetto di media alternativo, che può essere visitato cliccando qui.
recupero delle aree rurali
Il vertiginoso sviluppo economico indiano è reale e ben visibile nelle aree metropolitane, anche se tocca solo alcune fasce sociali.
Lo stesso non si può dire che stia avvenendo nelle zone rurali, per vari motivi, tra cui la difficoltà di accesso, la situazione climatico/geografica, la scarsità di risorse locali e, non ultimo, la poca rilevanza di carattere politico.
Quello che progetto Utopia e Kautilya Society si propongono di fare è analizzare le condizioni economico-sociali di queste aree, analizzare i motivi per cui queste zone si sono spopolate e cercare un'alternativa eco-sostenibile per ripopolarle e renderle economicamente autosufficienti.
Il primo passo è quello di individuare alcune di queste realtà.
Abbiamo cominciato da Martoli, un villaggio che attualmente è raggiungibile solo dopo 3 giorni di cammino, posizionato ai piedi del Nanda Devi (7.816 m), sulla catena dell'Himalaya, nello Stato dell'Uttarakhand.
Potete leggere la relazione cliccando sul file "Relazione Martoli" ed "Allegato 1".
la rapida crescita economica...
in India avviene a discapito delle classi meno fortunate. Infatti più del 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e questa percentuale è destinata ad aumentare. Più i pochi fortunati aumentano la loro smisurata ricchezza, più i ceti meno abbienti sprofondano nella miseria. Per questo le famiglie non si possono permettere di perdere forza lavoro e preferiscono che i figli lavorino piuttosto che vadano a scuola.
Sono tante le lodevoli iniziative di volontariato che però, non sono coordinate tra di loro e sono sottofinanziate.
la crescita attuale non è sostenibile...
né socialmente né culturalmente. Questo contesto favorisce il lavoro dei minori ed il loro conseguente sfruttamento, la perdita dei valori tradizionali, della cultura locale e l’emarginazione dei disabili, in quanto elementi non produttivi.
Inoltre la risposta a questi problemi è frammentaria e scomposta, generando così la mancanza di capitalizzazione delle buone prassi.promuovere una logica di re-investimenti...
promuovere una logica di re-investimenti nel capitale sociale e culturale. Coniugare i rapidi cambiamenti che stanno avvenendo nella società con la tradizione e la cultura indiana. Identificare nell’istruzione e nella cultura i fattori di accrescimento sia interiore che di natura economica. Integrare le persone disabili nelle dinamiche sociali; in particolare dare un supporto educativo integrato agli emarginati. Dare supporto alle diverse iniziative nel campo educativo, sia che provengano da singoli che da associazioni, in modo da capitalizzare le esperienze di ognuno.
creare una rete di connessioni...
dove ognuno può interagire con gli altri protagonisti del progetto, proponendo le sue idee, esperienze e pensieri in modo da promuovere l’accrescimento culturale dell’individuo. Organizzare programmi regolari di aggiornamento e formazione destinati agli operatori del settore educativo, come insegnanti, presidi, ma anche associazioni, con particolare attenzione a quanti si adoperano in scuole per bambini ed adolescenti provenienti da famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, per giovani disabili ed in strutture di formazione professionale.
Realizzare un portale multimediale per la capitalizzazione e la condivisione delle conoscenze. Porsi come società di servizi per chi è impegnato nel settore dell’istruzione, mettendogli a disposizione le nostre risorse, per accompagnarlo ed aiutarlo a districarsi nel dedalo burocratico che spesso scoraggia anche le migliori intenzioni.Creare una rete di interconnessione.
Questo è un processo di scambio interpersonale a cui chiunque sia impegnato nel campo educativo è invitato a partecipare.
Elaborare un centro virtuale tramite un portale multimediale.Questa è la “nuvola” dentro la quale ci sono i contributi, le esperienze ed i dati forniti dai partecipanti all’iniziativa.
Realizzare un centro fisico.Tutto quanto sopra espresso deve poi trovare una sua concretizzazione nel mondo reale.
Organizzazione di corsi di aggiornamento e formazione annuali.Questo è il momento in cui i vari partecipanti al progetto si ritrovano sia per consolidare i loro propositi che per mettere a frutto le loro competenze facendole confluire in un workshop rivolto ad insegnanti ed associazioni sia indiane che di altri paesi.
la risorsa principale...
sono le persone che accederanno al progetto, facendone parte in diversa misura e che contribuiranno alla creazione della rete di interconnessioni e conoscenze.
Le istituzioni,come le associazioni del settore, i governi locali, nazionali e le istituzioni sovranazionali.
La tecnologia,come il web e altri strumenti di supporto.
Le risorse economiche.Quanto basta per far funzionare l’iniziativa.
Il tempo.Quello che ognuno di noi è disposto ad impegnare nel progetto.
Settembre 2011
Sabato 10 ore 21: Spazio Sirin, in via Vincenzo Vela 15 a Milano, ci ospita per una serata in cui presentare le nostre iniziative. Per maggiori informazioni www.sirin.it
Sabato 17 ore 20,30: la Provincia di Milano mette a nostra disposizione la sala “Casa del Sole e della Luna” in via U. Dini,7 Milano, fermata metropolitana verde Abbiategrasso oppure tram 15 o 3 fermata Abbiategrasso, per presentare i nostri progetti.
In entrambe le serate saranno presenti i musicisti di musica indiana Ashanka Sen al Sitar e Sergio Pavanati alle Tabla.
| Tel.: + 39 019 721180 |
info@progettoutopia.org |